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Mangiare” tag=”div” excerpt=”Trovare da mangiare rimane decisamente una priorita’. Pur imparando a limitarla digiunando o aspettando posticipando l’ora del pasto, trovare un modo per nutrirsi e possibilmente anche in maniera decente evitando schifezze stile junk food resta per quasi tutti un fatto molto importante”

Personalmente, pentole e fornelletto permettono una discreta alimentazione tramite supermercato o negozietti, chioschi locali; quando ovviamente non si viene invitati a casa, dal couchsurfer (per cui e’ buona regola almeno proporre di contribuire alla spesa al supermercato) o da qualsiasi estraneo incontrato per caso, in autostop o suonando. La gentilezza delle persone unita alle soste di ospitalità consentono infatti un’alimentazione più che adeguata ed equilibrata, e quasi sempre gratuita..
In paesi dove il cambio della moneta è estremamente vantaggioso (es. Marocco, India, Iran ecc) i ristoranti economici (0,50/1€) valgono spesso più la pena che farsi da mangiare da soli visto che le bombole per il fornelletto oltre a essere più costose, fuori dall’europa sono anche difficili da trovare.
Per quanto riguarda invece il cibo a costo zero, su internet si trova molto materiale al riguardo, per chi non avesse troppa voglia di cercare inserisco qui il link della sezione “Free food” di Steal This Wiki, insieme alla sezione del sito di patrick dove spiega (come mangiare gratis) dumpsterdiving (“riciclaggio” cibo avanzato/buttato da ristoranti, supermercati, ecc), scambio favori/lavoro con cibo ecc.

Lavarsi” tag=”div” excerpt=”Lavarsi insieme a nutrirsi e riposarsi adeguatamente rimane sempre una delle maggiori priorita’.”


In realta’ si sviluppa un’abitudine alla sporcizia e ai cattivi odori che quasi non si sentono piu’ ma compromettono abbastanza la vita relazionale con gli altri esseri umani (specie la puzza dei piedi)
Finora, oltre ai bagni pubblici quando ci sono, il posto più utilizzato per l’igiene personale “on the road” (quando non c’è couchsurfing) sono i bar, le stazioni di servizio o qualunque posto pubblico abbia un rubinetto e una porta. Con un po’ di faccia tosta e gentilezza si chiede se si può andare in bagno, ci si lava, tutto.., e si fa il resto…
Può capitare di essere guardati male all’uscita quando si rimane troppo tempo, o viene chiesto “tutto a posto?” un “sì,grazie mille” unito a un sorriso, risolve spesso ogni possibile disputa..e sempre con quel minimo di faccia tosta necessaria si può anche chiedere (poi diventa abitudine:) di farsi riempire la pentola d’acqua calda per farsi il tè, (o caffé solubile per chi lo preferisce) già acquistato? o preso in prestito..:) al supermercato.
Le fontanelle pubbliche di notte, quando non c’è nessuno in giro, sono una valida alternativa, così come le sorgenti d’alta montagna. Anche nei fiumi puo’ capitare senza problemi ma devono essere abbastanza in alto/non contaminati, altrimenti piu’ che pulirsi ci si sporca (un po’ come fare il bagno a Benares..).
Nei paesi musulmani (non solo arabi, es. Turchia, Iran ma anche Macedonia e Albania), visto che l’islam è una religione almeno piu pulita della nostra, le moschee hanno sempre bagni e lavatoi accessibili per tutti, anche ai non musulmani, e nessuno si scandalizza se ci andate. Magari sono semplicemente curiosi, vi chiedono perché e da buona ospitalità, quando gli raccontate la vostra storia vi invitano volentieri a casa.
Puo’ capitare inoltre di trovare hammam popolari (un’esperienza da provare assolutamente..) dove una lavata di acqua calda circondati da occhi del proprio stesso sesso che vi guardano come un alieno puo costare 0,50/1€.

Scelta dell’itinerario” tag=”div” excerpt=”L’itinerario generale, complessivo, è stato pensato prima della partenza cercando di organizzare le tappe a seconda delle stagioni e delle latitudini.”]

Partendo dall’Europa, avrei attraversato il nord Africa, rientrando in Sicilia dalla Tunisia e proseguendo dalla Puglia nei Balcani fino in Turchia; per passare poi in Medio Oriente e Asia, fino all’Oceania, sempre molto aleatoriamente e condizioni climatiche ma soprattutto geopolitiche permettendo. Il primo “imprevisto” è arrivato con l’Algeria che non mi ha dato il visto, perché avrei dovuto farlo a Milano procurandomi tutta una serie di carte che prima della partenza non avevo assolutamente voglia di trovare né idea di come fare.
Ho capito che le complicazioni burocratiche non sono da sottovalutare e costituiscono un grosso problema per muoversi e sarà per questo che in Turchia, prima di uscire dalla “fortezza Europa” mi informerò bene riguardo dove convenga dirigersi.
L’itinerario dettagliato, sul campo, viene scelto cartina alla mano. Cercando di evitare il più possibile le autostrade, e seguire una linea che mi porti a visitare il maggior numero possibile di parchi nazionali o regionali.

Scelta delle soste” tag=”div” excerpt=”Le soste vengono pensate a priori sulla cartina, seguendo vari parametri ma vengono affidate completamente al caso, ai luoghi dove mi portano i passaggi.”]

“Dove vai? dove sei diretto?” mi viene spesso chiesto; “verso est”, “si ma dove esattamente?” “dove capita..”
Viene scelta la zona, dove fermarsi per la notte ma mai il posto preciso esattamente, quello si decide a seconda della voglia, delle energie e delle circostanze, ogni sera. Di solito faccio sempre in modo di fermarmi in paesi molto piccoli, sia perché sono convinto che costituiscano i pochi “uomini veri” ancora rimasti, con tutti gli aspetti positivi o negativi, sia perché dal punto di vista della “sicurezza” mi sento molto più tranquillo e a mio agio.
Una eccezione è costituita dai casi in cui determinate persone, couchsurfer, amici, ecc mi aspettino da qualche parte; caso in cui cerco di “arrivare a destinazione” il prima possibile e rilassarmi un poco.

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