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Muoversi



Cominciato un po’ per sfida un po’ per necessità economica e un po’ anche per curiosità e un l’autostop è diventato davvero (oltre a una sorta di droga, dipendenza, questione di principio) l’elemento costitutivo del viaggio come l’ho inteso e come lo intendo, della vita in viaggio.>

Senza alcun dubbio rappresenta il mezzo migliore per conoscere le persone, trovare compagnia, discutere, scoprire usi, costumi, particolarità dei posti che si sta attraversando e talvolta anche farsi invitare, a pranzo, al ristorante o a casa a dormire. Restituisce una fiducia incredibile negli altri e, nonostante a volte metta a dura prova, educa in maniera esemplare all’attesa e al relax, in un tempo in cui lo stress e la fretta dominano le nostre vite.
Molto più facile e sicuro di quanto si creda generalmente in Italia (come in Spagna o Portogallo, visto che in altri Paesi, specia Nord ed Est Europa è comunissimo) ovviamente possiede anch’esso, oltre al suo “codice etico”/di comportamento, tutta una serie di regole e trucchi per farlo in maniera più rapida, sicura ed efficace.
Non si può spiegare più di tanto a parole; come dicono su Hitchwiki (vedi link laterale), l’unico modo oltreché il migliore per capire come si fa’ è solo cominciare a farlo e migliorare con l’esperienza. Per chi non l’avesse mai fatto in vita sua, non sappia da dove iniziare, sia semplicemente curioso o sopratutto creda si tratti di “roba d’altri tempi” qui può trovare (purtroppo solo in inglese o comunque non in italiano) consigli generali, su come, dove farlo, indicazioni per la sicurezza, oltre a blog di altri autostoppisti, forum e una dettagliatissima mappa su tutti i migliori posti in cui mettersi, i mezzi pubblici per raggiungerli, dove dormire in caso di necessità e ogni possibile altro suggerimento che possa risultare utile e qualcuno abbia trovato il tempo di scrivere (io purtroppo per pigrizia ho collaborato ben poco o niente ma prima o poi mi ci dedicherò..:)). Purtroppo, come anticipavo, la sezione italiana è pressoché inesistente (visto da un lato il bassissimo numero di autostoppisti nel nostro Paese ma anche la nota pigrizia che ci caratterizza..) e, la maggior parte degli articoli sono in inglese, tedesco, spagnolo, francese o russo ma, anche per chi non conoscesse nessuna di queste lingue con un buon dizionario d’inglese, almeno ciò che serve, si capisce.
Un altro sito meritevole di attenzione è questo.

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